Omar Costantini


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AUTOBIOGRAFIA NON AUTORIZZATA DI OMAR COSTANTINI
UN UOMO UN PERCHE’

Omar Costantini,nasce senza preavviso una sera di fine gennaio – correva l’anno 1976 – mentre era in corso una cena a base di pollo ruspante casereccio.

Già dal suo modo di presentarsi, papà Gianno e mamma Graziella capiscono che il personaggio sarà un tipo molto particolare.
Per questo gli viene affidato il nome di Omar affiancato al cattolico Ottaviano.
Fin da bambino si distingue per il suo modo di vivere. Poco socievole sempre da solo.
Nel frattempo coltiva la passione del giornalista, perché resta ammaliato dalle telecronache del grande Nando Martellini ma il vero colpo di fulmine per questa professione arriva seguendo i servizi sportivi di un altro grande il mitico Beppe Viola.
Vive la grande sfida mundial Italia – Brasile e poi la cavalcata vincente contro i tedeschi nella notte del Bernabeu.
Il tempo passa e Omar inizia le scuole dell’obbligo. Incomincia ad avvicinarsi al calcio simpatizzando per l’Udinese dove – correva l’anno domini 1983 – arriva un certo Arthur Antunes Coimbra detto Zico, con le sue magie incanterà tutto il pianeta pallonaro.
Ma il vero colpo di fulmine per il pallone arriva nel febbraio 1986 quando sbarca nel mondo del calcio un personaggio strano e molto creativo che salverà il Milan dal fallimento, Sua Emittenza Silvio Berlusconi.
Finite le elementari si va alle medie.
Solito stile, inimitabile, mentre il resto dei suoi compagni pensano alle patate e altro, lui invece si interessa di politica – seguendo i discorsi di Giorgio Almirante – di cronaca e vicende internazionali che lo porteranno spesso a contrasti con i suoi insegnati che lui definisce catto comunisti.
Passato il giro di boa – 14 anni – arriva Italia 90’ con le notti magiche che con il finale amaro. Da quel giorno cancella dalla sua memoria una delle due partite che non vedrà mai più. Italia – Argentina.
Le superiori volano con tranquillità.
Inizia a scrivere i suoi primi articoli per un giornale locale che all’epoca è diretto dal miglior giornalista – dopo Gigi – che il Friuli abbia mai avuto, Tullio Mikol.
Nel 92 entra a far parte e rivoluziona il centro stampa del meeting giovani di San Giovanni al Natisone coadiuvando un’altra grande giornalista, allora anche lei alle prime armi Anna Bogaro.
Tre anni stupendi di grande lavoro e soddisfazione.
Memorabile l’intervista all’allora direttore del tg1 Nuccio Fava.
Nel 95 parte per il militare svolgendo servizio nell’arma dei carabinieri.
Anche li un anno indimenticabile.
Poi dal 96 ad oggi il suo avvicinamento alla sua grande passione, il giornalismo, quello vero, libero e indipendente.
Ha la fortuna di lavorare con grandi del mestiere, prima Enzo Spatalino, un signore dai grandi fatti e poi lui il Direttore per eccellenza:Gigi Di MEO.
Nel frattempo la famiglia si allarga con l’arrivo di Jari e Eleonora i due nipoti.
Da qualche tempo si dedica – coadiuvando Luciano Baccilieri – nel rilancio delle testate locali quale consulente editoriale de il nuovo Manzanese, il Cividalese, Carnia News e Stadio Friuli.
Il resto è contemporaneo…

Tratto dai racconti scritti
de il nerozupon



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